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Abbazia di San Pastore

Su un piccolo colle tra i monti, solitaria e maestosa, si staglia all’orizzonte la splendida Abbazia di San Pastore, fiera come un castello, i cipressi ad indicarne la via. Si tratta di un luogo dall’immensa storia e spiritualità, un nido di pace e protezione dalla frenesia del quotidiano nel cuore della natura più bella. La prima pietra fu posta il 5 maggio 1255, come racconta una lapide ritrovata in fondo al pozzo del chiostro durante il restauro, dai monaci cistercensi trasferitisi dal vicino complesso di San Matteo. Sorge sul sito di un’antichissima chiesetta altomedievale e l’intera struttura non fu completata che alla fine del secolo, con rimaneggiamenti fino al Seicento. Per tutto il Trecento l’Abbazia dominò questo territorio in ottimi rapporti con la città di Rieti; i suoi possedimenti furono particolarmente estesi, mentre diversi monaci furono tesorieri del capoluogo.

 

Per anni, l’Abbazia fu un centro di cultura, di commercio, di potere conosciuto per l’operosità e la spiritualità dei monaci, ammirati e rispettati da tutti. Purtroppo, però, il declino era vicino; lo diceva anche Shakespeare: “questi piaceri violenti hanno una fine violenta, e muoiono nel momento del loro trionfo”. Giunsero i saccheggi e le devastazioni, abati disonesti e forse poco capaci, e il dominio dell’Abbazia si ridusse fino a scomparire. Molti beni furono ceduti e l’edificio fu dato in commenda - in gestione - a diversi laici ed ecclesiastici di rilievo, tra cui l’abate Silvestro Nobili, della famiglia dei signori di Labro, ma anche diversi Colonna. Nel XVI secolo la struttura fu affidata ai Canonici Regolari Lateranensi e, nel 1843, alla nobile famiglia Potenziani di Rieti.

 

Antica residenza di principi e cardinali, questa splendida abbazia a circa 2 chilometri da Contigliano, recentemente restaurata, appare ancora oggi con il tipico impianto dei monasteri cistercensi, essendosi sviluppata attorno all’ampio chiostro. Ecco la torre campanaria, la chiesa, la sala capitolare coperta da volte a crociera, e poi la sacrestia, il parlatorio, le sale in cui si trovavano le celle, il refettorio, le cucine, i magazzini. Un vero e proprio piccolo mondo della massima eleganza e sobrietà, adibito oggi all’organizzazione di eventi di ogni genere: seminari, meeting aziendali, ricevimenti, mostre, eventi musicali, magari con l’aggiunta di un buffet nel parco adiacente. La struttura, infatti, può ospitare fino a 600 persone in una sola sala.

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