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Pro Loco di Contigliano:

Piazza degli Eroi, 5

Contigliano
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Assalto al castello

Nel Medioevo, era raro vedere un colle o un monte privo di una qualsiasi roccaforte o castello, soprattutto se ben collocato su determinate vie di comunicazione - come fiumi, laghi, valli e valichi di montagna. Il loro scopo non era solo quello di favorire scambi e commercio o controllare il flusso di beni e persone; avevano anche una funzione difensiva, impedendo a predoni ed eserciti nemici di raggiungere i centri maggiori, o rallentandoli mentre si attendevano i rinforzi.

Contigliano fu per secoli una roccaforte di Rieti, e il castello più importante sulla Val Canera. Le prime testimonianze certe del “Castrum Quintiliani” risalgono al 1157, anche se si presume che l’area fosse fortificata già nel IX secolo. Pochi secoli dopo la roccaforte aveva già stabilito il suo dominio sulla valle, e vi risiedeva un vicario di Rieti. Inizialmente la popolazione di questo territorio, costituita in prevalenza da pastori e agricoltori, abitava più a valle, sfruttando le terre della Piana Reatina strappate al Lago Velino, il quale andava via via riformandosi. Tra l’XI e il XII secolo, tuttavia, a causa dell’invasione saracena le genti del luogo si videro costrette a ritirarsi all’interno della roccaforte di Contigliano, sebbene ciò non assicurò loro la protezione totale da attacchi nemici.

Nel 1436 il castello, poi riconquistato dai Reatini, fu espugnato dall’esercito di Iacopo Matteuccio de L’Aquila. Egli era al servizio del condottiero Micheletto Attendolo Sforza, uno dei capostipiti della celebre dinastia milanese, il quale a sua volta era all’epoca al soldo del Re di Napoli. Pochi anni dopo, precisamente il 7 agosto del 1501, il castello fu assalito da una schiera di soldati di ventura capitanati da Vitellozzo Vitelli, al servizio di Cesare Borgia, i quali uccisero 127 uomini e 5 donne solo perché avevano negato loro delle vettovaglie (e, a quanto pare, avevano lanciato un sasso in testa a Vitellozzo). Solamente 90 abitanti sopravvissero, ma essi non abbandonarono la speranza e in mezzo secolo riuscirono a ricostruire Contigliano, che da quel momento in poi visse solo un lungo periodo di pace. Il vecchio castello fu però abbandonato, e si cominciò ad edificare nella parte bassa del paese.

Del castello non resta oggi niente, se non vestigia delle antiche mura difensive e le due porte di accesso al borgo, Porta de’ Santi e Porta Codarda. La rievocazione storica degli eventi che ebbero luogo in quella lontana notte di agosto del 1501, con tanto di lancio del sasso a Vitellozzo, avviene ogni anno durante l’Assalto al Castello, nel quale squadre di rioni e frazioni di Contigliano si sfidano al Palio dell’Ariete, dal nome dello strumento con cui la squadra vincitrice sfonda simbolicamente la Porta de’ Santi. Nella settimana precedente il palio aprono di sera le botteghe artigiane e le taverne, dove si possono degustare i migliori piatti della tradizione locale, acquistati con una moneta appositamente coniata per l’occasione.

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