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Sulle orme di

San Francesco

Nella Conca Reatina si sono svolte diverse delle più importanti gesta del Poverello di Assisi; da qui il nome di Valle Santa. I pellegrini che da Assisi camminano verso Roma passano nella Valle e si soffermano nei quattro santuari e nei palazzi, grotte e boschi che hanno visto passare il Santo. Camminate sulle orme del patrono d'Italia su una delle vie di pellegrinaggio alternative alla Via Francigena.

Molto è cambiato da quando all’inizio del Duecento San Francesco d’Assisi, al secolo Giovanni di Pietro di Bernardone, giunse dalla natia Assisi in quella che, grazie a lui, sarebbe stata denominata “la Valle Santa”. La bellezza dei paesaggi e della natura di questi luoghi, però, è rimasta pressoché immutata, con i monti, le colline, le acque e i boschi che li caratterizzano da sempre.

 

Oltrepassando, nel cammino dall’Umbria al Lazio, le Cascate delle Marmore, si giunge ai Laghi di Ventina, Lungo e Ripasottile, resti dell’antico Lacus Velinus che il santo attraversò in barca per raggiungere la Piana Reatina, quando l’unico porticciolo della zona era nelle mani dei Signori di Labro. Nel cuore dei lussureggianti boschi che circondano Rivodutri, dominando la conca dall’alto del massiccio del Terminillo, è il Faggio di San Francesco, con la piccola chiesa di San Francesco al Faggio. Si narra che questo albero monumentale centenario avesse riparato San Francesco durante un temporale, piegando miracolosamente i propri rami come un ombrello.

 

Una tappa obbligata è rappresentata poi dai quattro santuari francescani: Poggio Bustone, in cui il santo ricevette la remissione dei peccati giovanili; La Foresta, dove compì il miracolo del vino e scrisse parte del Cantico delle Creature; Fontecolombo, dove scrisse la Regola dei Frati Minori; e Greccio, dove allestì il primo presepe della storia e presso il quale è l’eremo in cui visse all’epoca. Quattro gioielli incastonati tra i monti e circondati dai boschi e dal silenzio, immersi in un’atmosfera di grande raccoglimento e misticismo.

 

Fu nel Palazzo Papale del capoluogo provinciale, di fronte al quale è oggi una scultura del santo e dei quattro santuari, che Francesco fu invece protagonista del miracolo della cetra, mente presso l’oratorio dell’ospedale di Santa Croce, sul quale è stata poi edificata la Chiesa di San Francesco, il santo donò il suo mantello ad una donna cieca. San Francesco soggiornò per un periodo a Rieti per via del suo male agli occhi e per cercare il favore della curia papale, che risiedeva allora a Rieti, al fine di costituire il suo Ordine.

La devozione per il santo è forte in tutta la provincia, come testimoniato dalle varie chiese a lui dedicate. Una fra tutte è il Tempio Votivo di Pian de’ Valli sul Terminillo, dove sono conservate parte delle sue ceneri. Alle chiese si aggiungono i bei ex conventi francescani di Sant’Antonio al Monte a Rieti, attualmente Oasi Francescana di ristoro e accoglienza, e quello di Labro, oggi Relais Centro Convegni.

 

La provincia ha anche dato i natali a due importanti santi appartenuti alla famiglia francescana: San Felice da Cantalice, primo santo dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, e San Giuseppe da Leonessa, anch’egli frate cappuccino; ai ai due sono consacrati chiese e santuari nelle rispettive cittadine natali, in posizioni strategiche o sul sito di antichi miracoli. Di Leonessa è originario anche Beato Domenico da Leonessa, che fu frate francescano; sulla base di un’incisione ritrovata negli scantinati del convento di San Francesco, pare che nella cittadina reatina esistesse un Monte di Pietà precedente al 1446, ed è perciò possibile che Domenico si fosse ispirato ad esso per la fondazione di quello che viene invece considerato il primo Monte di Pietà, ad Ascoli Piceno, nel 1458.


Da non perdere durante la visita alla Valle Santa altri tre luoghi dal grande interesse storico e religioso: il Castello di Terria, con tanto di soffitti ottocenteschi affrescati, antiche storie di fantasmi e cappella consacrata ai Santi Francesco e Domenico; la grandiosa Abbazia di San Pastore, in una splendida posizione tra il verde dei monti; e a Morro Reatino la suggestiva Grotta di San Michele Arcangelo, un angelo particolarmente caro a San Francesco.

Da vedere

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Santuario di

Poggio Bustone

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Sentiero del

primo presepe

Monte frumentario

del Beato Domenico

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Santuario della

Foresta

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Porta del

buongiorno

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Santuario di

Greccio

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Faggio di

San Francesco

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Santuario di

Fonte Colombo

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San Giuseppe

da Leonessa

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Grotta di San Michele

 di Morro Reatino

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Grotta del

primo presepe

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Sentiero del

Faggio

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Tempio votivo

di Terminillo

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San Felice

da Cantalice

Info

Fondazione amici del Cammino di Francesco:

+39 0746210125

Santuario Francescano di Fonte Colombo

Via Fonte Colombo 40,

Rieti

santuariofontecolombo@gmail.com

 

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