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Castello di Terria

La prima cosa che balza all’occhio è sicuramente il colore del palazzo, un brillante rosso pompeiano. Il castello, con le due possenti torri, è proprio lungo la strada nella frazione di Terria, a pochi chilometri da Contigliano, circondato dalla distesa della Piana Reatina. Da secoli appartiene alla famiglia Varano, che governò un tempo il Ducato di Camerino nelle Marche, fino a quando nel Cinquecento il feudo non fu annesso allo Stato Pontificio.

 

L’aspetto attuale si deve in parte al famoso architetto ottocentesco Giuseppe Valadier, che progettò la stessa Piazza del Popolo a Roma e la piccola collina artificiale sulla quale si trova il castello, proteggendolo in passato dagli straripamenti di Velino e Turano. La struttura originaria risale però al XV secolo, quando era solo una residenza di campagna.

 

Oggi il castello ha 121 stanze, lunghi sotterranei, un teatro, una coffee house adibita a studio dello scultore Dino Morsani, una ricca biblioteca e un archivio che ripercorre tutta la storia dei Varano, nonché una stazione ferroviaria privata: nell’Ottocento Giulia Cenci Bolognetti possedeva una sua carrozza personale, che faceva attaccare direttamente al treno che passava di lì per viaggiare in tutta comodità.

 

Storicamente, i membri della famiglia Varano, così come i contadini della zona, si sono sposati all’interno della cappella del castello, dedicata a San Francesco e a San Domenico, raffigurati nella pala d’altare nell’atto di indicare il castello: i due santi, dopotutto, sono importantissimi per questo territorio, dal momento che il primo vi fondò quattro santuari e il secondo vi fu canonizzato. L’affresco ottocentesco sul soffitto del teatro, invece, ritrae la campagna di Napoleone in Egitto, mentre le pareti sono decorate con finte colonne e insolite vedute marine.

 

Come ogni castello che si rispetti, infine, anche la “dimora delle cento stanze” ha il suo fantasma: si tratterebbe di una nobildonna di nome Primavera, nata e cresciuta tra queste mura. Si dice che sia morta qui di crepacuore, probabilmente in seguito alla prematura scomparsa dell’amato, e che vegli su coloro che si innamorano tra queste stanze.

Designed by Bottega Vaquier

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