Vitellozzo Vitelli & Cesare Borgia

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Forse sconosciuto ai più, Vitellozzo Vitelli fu uno dei maggiori condottieri del Quattrocento, a servizio di quel Cesare Borgia celebrato da Niccolò Machiavelli ne Il Principe. E fu proprio il rapporto con il Duca Valentino a costargli la vita, dal momento che fu ucciso durante un banchetto di “riappacificazione” dopo avere congiurato contro di lui.

 

Vitellozzo nasce a Città di Castello, attualmente in provincia di Perugia, intorno al 1458. Dopo le prime esperienze militari nelle fila di Virginio Orsini, si dimostra subito un combattente fiero, abile, coraggioso, ma anche un uomo dall’ira facile, capace di grande odio e un vero mercenario, pronto a mettersi al servizio del migliore offerente.

 

Dal combattere per i pisani contro i fiorentini, passa a combattere per i fiorentini contro i pisani. Inoltre, dapprima sotto il comando del re di Francia e della Repubblica Fiorentina contro il papa Alessandro VI Borgia durante la guerra del 1494-98, si metterà a servizio di Cesare Borgia dopo l’uccisione del fratello da parte dei fiorentini.

 

Uomo prono alle devastazioni e a poca pietà per i propri nemici, che non si esime dal decapitare o avvelenare se necessario, opera diversi assedi e saccheggi nel centro Italia, sia in nome del Valentino, sia per ampliare le proprie ricchezze e possedimenti personali. È così che si ritrova il 7 agosto 1501 davanti al Castello di Contigliano, dove riceve un sasso in testa in risposta alla richiesta di viveri per i propri uomini. La popolazione non si piega, ma la vendetta del condottiero è disastrosa per il piccolo borgo.


L’anno successivo, tuttavia, Vitellozzo comincia a preoccuparsi per la crescente ambizione di Cesare Borgia, e commette l’errore che gli sarà fatale: ordire una congiura contro di lui, nota come “Congiura della Magione”, dal nome della città perugina dove viene organizzata. Vitellozzo e altri capitani del Valentino portano avanti campagne militari contro le città da lui conquistate, ma finiscono per sottomettersi alla pace invocata dal Borgia. Quando questi organizza un banchetto a Senigallia il 31 dicembre 1502, il Vitelli ed altri vengono invitati, ma solo per essere sgozzati durante la cena. Davvero una scena da brivido, degna del Trono di Spade.

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