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Greccio

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Santuario del presepe

A 2 km dal borgo di Greccio, ai margini della Piana Reatina, ecco il Santuario francescano del Presepe, uno dei quattro che ornano la Valle Santa e sede del primo presepe. L’atmosfera che vi si respira è di grande quiete e devozione, dovuta sicuramente anche al fatto che San Francesco e la sua storia di frate “poverello” amante dei bisognosi e degli animali ha da sempre avuto la straordinaria capacità di affascinare tanto i cristiano-cattolici, quanto chi non si riconosce in tale fede.   

 

San Francesco d’Assisi giunse a Greccio per la prima volta intorno al 1209, quando si narra che aiutò la popolazione del borgo medievale ad allontanare alcuni lupi. Tornò poi diverse volte, e nel 1217 si costruì una capanna tra due carpini sul Monte Lacerone, alle spalle di Greccio. Nel 1712 fu eretta nello stesso luogo una piccola cappella commemorativa. Il santo scendeva spesso in paese per predicare gli insegnamenti di Cristo ad un popolo ancora rozzo e poco incline al rispetto delle norme cristiane, e in molti iniziarono a seguirlo.

 

Divenne presto amico di Giovanni Velita, il castellano signore di Greccio, che gli chiese umilmente di scegliere una dimora più facilmente raggiungibile. La leggenda narra che il santo chiese ad un bambino di quattro anni di lanciare un tizzone ardente il più lontano possibile, e che questo andò miracolosamente “ad incendiare una selvaggia selva” sul versante del monte, alla distanza “de uno bon miglio et più”. Francesco vi si stabilì e nel 1228, due anni dopo la sua morte, ebbe inizio la costruzione del Santuario così come lo vediamo oggi. Con un santuario incastonato nella roccia a 665 metri di altitudine, immaginate bene che il panorama della valle dal piazzale antistante può davvero lasciare senza fiato.

 

Il nucleo originario del convento, che risale all’epoca di Francesco, è costituito dalla chiesina di San Luca – con la piccola cappella, scavata nella roccia, dove nel 1223 fu collocato il primo presepe – il refettorio dei frati, il dormitorio e la cella del santo. Nella cappella si ammira un affresco del 1409 che rappresenta a destra la Natività di Betlemme e a sinistra il Presepe di Greccio. Proseguendo lungo un corridoio, si incontrano il refettorio e le cellette in cui dormivano i frati, fino ad arrivare alla cella del santo, il quale era così abituato a dormire sulla nuda roccia che una notte, avendo usato un cuscino di piume su invito di Giovanni Velita, non riuscì a prendere sonno.

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