San Liberato

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Nella frazione di San Liberato, dove è nata la ricetta delle Fregnacce alla San Liberatese celebrata in sagra a fine agosto, spicca la Chiesa consacrata all’omonimo santo, che fu in vita un abate agostiniano.

 

L’edificio fu eretto nel XII su uno sperone travertinoso. Fu in origine un oratorio, ma fu elevato a parrocchia quando iniziò a sorgere un abitato più consistente, dal momento che il feudo era esente da tasse nei confronti dei signori. All’interno, che si presenta a tre navate separate da pilastri in muratura, sono conservate le reliquie dei santi Liberato, Aurelio e Feliciano, le ultime due provenienti dalla Catacomba di Ponziano a Roma.

 

Nella navata di destra vi è un altare dedicato alla Madonna di Loreto, particolarmente venerata dalla popolazione. Tra i numerosi affreschi della chiesa, quello che sovrasta l’altare è di probabile scuola giottesca e rappresenta la Vergine e il Bambino. Splendido è l’organo seicentesco, restaurato nel 2005.

 

All’interno della chiesa si trovano due statue: quella della Madonna della Grandine, festeggiata il 1° giugno, e quella di San Liberato, portata in processione durante la sua festa il 15 maggio. Alla Madonna della Grandine è anche dedicata in latino la campana maggiore della chiesa, sulla quale è possibile leggere il luogo e la data della fusione: “REATE 1279”. Aggiunge l’incisione, dando una voce quasi umana alla campana: “Chiamo il popolo, piango i defunti, lodo Dio vero, dalla fol­gore e dalla tempesta liberaci Signore, metto in fuga le pestilentie, rendo gioiose le feste”.

 

Nella frazione di San Liberato, inoltre, vi sono antiche sorgenti di acqua potabile, ed era qui che si trovavano le fontane-lavatoi presso cui le donne si recavano per conversare e fare il bucato.

 

La zona era rinomata per i frantoi per la spremitura delle olive e i mulini ad acqua per la macina del grano e del granturco. Ancora oggi, nascosti tra la vegetazione, si possono scorgere i resti di alcuni mulini, che ci riportano indietro nel tempo lungo la storia di questo territorio e dei suoi instancabili abitanti.

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