Fagiolo gentile

Da sempre consumato dalla gente del luogo perché gustoso, il fagiolo gentile si è selezionato naturalmente, fino ad acquisire una naturale resistenza alle patologie.

 

La semina, a cavalletto con l’ausilio dei tutori, viene effettuata intorno alla metà di maggio, tradizionalmente il giorno 12, festa di San Pancrazio, Patrono di Labro. Il legume è coltivato su terreni irrigui della Valle Avanzana, con una o più sarchiature con raccolte scalari a cavallo tra i mesi di agosto e settembre. Il microclima della valle è caratterizzato da sensibili escursioni termiche stagionali, fatto che condiziona sia il periodo della semina che della raccolta.

 

La coltura viene tradizionalmente condotta senza l’ausilio di agrofarmaci e fertilizzanti chimici; pertanto, il legume può essere annoverato tra i prodotti di alta qualità. La stagionatura avviene con l’essiccazione del seme al sole per poi conservarlo in luoghi bui e asciutti, freschi e aerati.

 

Dopo la cottura, che avviene in tempi brevi a fuoco lento, il fagiolo resta integro con un sapore delicato. Alla degustazione non si percepisce la presenza della buccia e la pasta risulta cremosa e vellutata.

 

La popolazione di Labro, in larga parte dedita ad attività diverse, ancora oggi cura questa cultura ad uso familiare, e la tradizione vuole che questa coltivazione del fagiolo gentile risalga a tempi remoti.

 

Fonte: Comune di Labro

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