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Pro Loco di Cantalice:

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Via Dante Alighieri, scn

Cantalice (RI)

Info

Il borgo, la torre

e la fortezza

Il borgo di Cantalice Superiore, che gli abitanti condividono con una colonia di curiosi micetti di cui si prendono cura, è caratterizzato da strette stradine in ciottoli, piccoli archi e scalinate in pietra, da cui si gode spesso della vista straordinaria del panorama della Piana Reatina.

 

Intorno alla Torre del Cassero, eretta nell’XI secolo e situata presso la vetusta chiesa ormai in rovina dedicata a Sant’Andrea, vi è la parte in assoluto più antica del borgo, dove le case, lì da più di 800 anni, sembrano fondersi in forma e colore con lo sperone di roccia sul quale è nata Cantalice. Si arriva al torrione attraverso una strettoia lungo la Porta da Capo, uno dei bastioni superstiti dell’antica rocca medievale, dove si può leggere un’iscrizione cinquecentesca risalente a Carlo V e Margherita d’Austria. La torre, diritta da un lato e cilindrica dall’altro, è ciò che resta di quella fiera cittadina che seppe respingere gli attacchi di Rieti, nello Stato della Chiesa, con tanta tenacia da meritarsi il motto “Fortis Cantalicia Fides” da parte del Regno di Napoli.

 

Passeggiando per i 546 scalini del borgo, passando chiese rinascimentali e i portici del vecchio municipio, si nota che nelle porte di alcune case è presente una “gattarola”, proprio per permettere ai gatti di entrare ed uscire. Tra le piazzette più suggestive che si aprono tra i vicoli vi è sicuramente Piazza del Ballo, un armonico spettacolo fatto di scale, archi, panchine, portoni e fiori alle finestre, con stradine che salgono e scendono ad ogni angolo. Il luogo perfetto per assaporare appieno l’atmosfera medievale che traspira da un luogo magico come Cantalice. Uno dei palazzi più antichi è invece Palazzo Ramacogi, con una loggia cinquecentesca a cinque arcate visibile sulla facciata esterna, che si può ammirare anche dalla piazza a terrazza di Piazza del Popolo.

 

Scendendo lungo la strada serpeggiante che conduce da Cantalice Superiore a Cantalice Inferiore è d’obbligo fermarsi davanti alla fontana Scentella. Qui è situata una roccia miracolosa dalla quale sarebbe nato il leccio che ha dato nome a Cantalice, derivando questo dalle parole “κατά” (greco) e “ilex” (latino), “presso il leccio”. Si riteneva che questa roccia propiziasse la fecondità, ed è per questo che era particolarmente venerata dagli abitanti di Cantalice. Giunse alla fontana Scentella nel Duecento per volere del papa, preoccupato per la devozione quasi pagana che la roccia stava attirando.

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