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Labro

Monumenti civici

Labro, rimasta pressoché immutata nel corso dei secoli, si presenta al visitatore in tutta la bellezza dei suoi vicoli ed edifici storici, medievali e rinascimentali, conservati attraverso un restauro attento e rigoroso iniziato negli anni ‘70. Il materiale utilizzato per il recupero è stato la pietra calcarea locale, impiegata sia per le facciate degli edifici, sia per la pavimentazione delle stradine, che ha permesso al paese di non perdere le proprie radici.

 

Labro si apre a ventaglio seguendo il corso del sole, degradando dalla sommità del colle. Tre sono le porte di accesso: Porta Cavour, Porta Reatina e Porta di Piazzale Genzi. Attraversando Porta Reatina, sormontata da un bell’arco a tutto sesto e da una scultura della Vergine col Bambino, il visitatore si inerpica a piedi lungo le stradine in ciottoli e le scale in pietra, decorate da fiori colorati e giardini nascosti, percorse da mici curiosi e fiancheggiate da quelle che erano le abitazioni dei poveri. Là dove si trovavano le antiche botteghe degli artigiani, è quasi obbligatorio fermarsi in uno degli ottimi ristoranti del luogo, dove si possono degustare tutti i migliori piatti e prodotti locali: salumi, zuppe di farro, picchiettini alla labrese, ricette di carne e al tartufo, olio d’oliva della Sabina, ciambelline all’anice e altro ancora.

 

Salendo per il borgo si incontrano gli antichi palazzi signorili, tra le numerose testimonianze del passato di Labro, come finestre guelfe e archi murati. In Via Vittorio Emanuele vi è una porta con bugnato a rilievo, nella cui architrave si legge: “Actionum gloria finis”. Nel cuore del borgo si incontrano improvvisamente Tre Porte: queste formano una piccola aula, dalle quali si dipartono tre arterie; due si snodano lungo la prima cinta di mura di pietra, mentre la principale, a destra, conduce al Palazzo Nobili Vitelleschi e, salendo oltre, alla Chiesa di Santa Maria Maggiore, al Teatrino e al torrione.

 

In cima sono ancora i resti dell’antico castello e delle mura cittadine, tra cui spicca il maestoso torrione dalla pianta semicircolare, orientato verso est. Trovandosi nella parte più alta del paese, si gode da qui di un meraviglioso panorama sulla valle di Avanzana, sul Lago di Piediluco, sulle colline e sui monti che circondano questo piccolo gioiello che è Labro. Delle panchine offrono la possibilità di riposarsi ad ammirare, in silenzio, e al riparo dell’ombra degli alberi, degustando magari una deliziosa centrifuga. Il prato antistante il torrione diviene la suggestiva cornice, tra luglio e agosto, delle serate dei “Calici sotto le Stelle”, in cui l’ottima cena è accompagnata da buon vino e spettacoli di arte performativa.

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