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Labro

Lago di Piediluco

Dall’alto di Labro si scorge a valle il Lago di Piediluco, il cui nome significa letteralmente “ai piedi del bosco sacro”.

 

Il lago, retaggio dell’antico Lacus Velinus, è situato nell’Umbria meridionale, con una propaggine che sconfina nel Lazio, e rappresenta il secondo dell’Umbria dopo il Trasimeno. Ha una forma irregolare che va da ovest ad est, con bracci che si diramano in tutte le direzioni, assomigliando ad un lago alpino.

 

Affiancato dai pellegrini che percorrono il Cammino di Francesco e delimitato da curiosi colli piramidali che creano un particolare effetto ad eco, questo specchio d’acqua ricco di pesci risulta sempre suggestivo, ma ancor più in primavera ed estate, quando la natura è più rigogliosa che mai e i fiori colorano il paesaggio del rosso dei papaveri.

 

Fu in passato tappa obbligata del Grand Tour, e fu ritratto in tutta la sua bellezza dal pittore francese ottocentesco Jean-Baptiste Camille Corot.

 

Lo sanno bene oggi residenti e turisti che scelgono di rilassarsi lungo le sue rive, ai piedi della Rocca di Albornoz sul Monte Luco, o di attraversare il lago in battello all’ora del tramonto. Molte sono le spiagge di erba attrezzate lungo la costa, affiancate dai canneti e dalle barche lasciate a riposare sulla riva.

 

La sponda del lago si estende per circa 13 chilometri, mentre la su­perficie è di 1,52. Collocato a circa 370 metri sul livello del mare, il lago raggiunge presso il paese omonimo la profondità massima di 20 metri.

 

Ha tre immissari principali: il rio Fuscello, naturale, e due canali che lo collegano ai fiumi Velino e Nera.

 

La mancanza di correnti e la presenza di venti regolari rendono il lago ideale per il canottaggio: ha qui sede il Centro Nazionale Federale della Federazione Italiana Canottaggio, e la Nazionale Olimpica di Canottaggio alloggia stabilmente nel Circolo Canottieri Piediluco.

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La vista da Labro