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Lucio Battisti,

i Giardini di marzo

“Seguir con gli occhi un airone sopra il fiume e poi

ritrovarsi a volare

e sdraiarsi felice sopra l’erba ad ascoltare

un sottile dispiacere

e di notte passare con lo sguardo la collina per scoprire

dove il sole va a dormire…”

 

Quante Emozioni ci ha regalato Lucio Battisti, un cantautore che il tempo ha reso immortale, un artista che non ce la fa proprio a passare di moda e le cui canzoni sono la colonna sonora di intere generazioni di italiani. Sull’autobus in gita scolastica, un pomeriggio con la chitarra tra amici, sullo sfondo di una coppia di innamorati, una notte ad osservare le stelle. Il mio canto libero, Acqua azzurra, acqua chiara, La canzone del sole sono capolavori che suonano le corde del nostro cuore e ci fanno viaggiare con la mente, ci fanno innamorare anche se non lo siamo, sono costellate di immagini così belle da sembrare reali e fantastiche allo stesso tempo.

 

Una delle fonti di ispirazione di Lucio Battisti non potevano non essere gli splendidi paesaggi che osservava dalla natia Poggio Bustone, proprio qui in provincia di Rieti. Nacque il 5 marzo 1943, un giorno dopo Lucio Dalla, al numero 40 di Via Roma, da Alfiero e Dea Battisti. Il cognome Battisti è diffusissimo tra i “poiani” - così sono chiamati gli abitanti di Poggio Bustone - tanto che era anche il cognome da nubile della madre e sia la cantante Leda Battisti che il pittore contemporaneo Romeo Battisti sono nati qui. Lucio si appassionò alla chitarra da adolescente, e questa passione non lo abbandonò mai. Si dice che fu proprio l’elettricista di Poggio Bustone ad insegnargli a suonare. E dai piccoli locali di Roma è arrivato fino al palco del Festival di Sanremo, diventando uno degli artisti italiani più amati non solo degli anni ‘70 ma di tutto il Novecento, con le sue musiche dal soft rock all’R&B.

 

La collaborazione con Mogol e Pasquale Panella, i 20 album pubblicati, il duetto con Mina del 23 aprile 1972 al Teatro delle Vittorie, le classifiche scalate in Italia e non solo. Ma l’uomo Lucio Battisti era anche la sua passione per la pittura, l’amore per la famiglia e per la natura, il suo carattere schivo e riservato, la sua capigliatura selvaggia, la sua Vespa 125 azzurra, il desiderio - purtroppo mai realizzato a causa della morte prematura - di ristrutturare la casa natale. Alla sua memoria è stato realizzato a Poggio Bustone un parco appena fuori il centro storico, chiamato “I Giardini di Marzo” proprio in onore di una delle sue canzoni più celebri. Qui si erge la statua in bronzo del cantautore, realizzata dal pittore e scultore Manuel Campus e inaugurata il 9 settembre del 1999. La statua ritrae Battisti seduto con l’amata chitarra in mano, intento a suonare una melodia che non ci abbandonerà mai.

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