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Leonessa

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Patata DeCo

di Leonessa

Da un secolo, la coltivazione della patata caratterizza il territorio di Leonessa, ed ogni secondo weekend di ottobre si organizza in città la sagra dedicata a questo tubero dalle mille ricette.

 

La patata, diffusasi in Europa tra il XVI e il XVIII secolo, è prodotta da piante erbacee della specie Solanum tuberosum, ed esiste in numerose varietà. Oggi a Leonessa ne vengono coltivate tre: la “Désirée”, a buccia rossa e pasta gialla; l’“Agria”, a buccia bianca e pasta gialla; e la “Marfona”, a buccia liscia bianca e pasta gialla. La semina avviene nel mese di maggio, mentre la raccolta tra settembre ed ottobre.

 

Le peculiari caratteristiche pedoclimatiche - suolo e clima - della zona risultano nelle ottime qualità della patata di Leonessa: forma ovale e tondeggiante, buccia liscia e giuste dimensioni. In cucina, questo tubero rappresenta un prodotto versatile e resistente, che non assorbe acqua in eccesso durante la cottura.

 

Viene perciò impiegata nella realizzazione di gnocchi di patate, tradizionalmente conditi con tartufo o sugo di carne, ma anche frittate, zuppe, polpette, crocchette e le caratteristiche ciambelline dolci di patate, oltre ad accompagnare diversi secondi piatti di carne, come abbacchio e stufato. Un’altra tipica ricetta leonessana è la “patata rescallata”, ovvero lessa e saltata in padella con cipolla e pancetta. Per le patatine fritte, infine, si preferisce la varietà a buccia rossa, che le rende deliziose e croccanti.

 

Alla patata di Leonessa, presente nell’Elenco Nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali, è consacrata dal 1990 la sagra del secondo fine settimana di ottobre, con tanto di premio al produttore della patata più grande. Oltre a gustare i prelibati piatti tradizionali sopraelencati, i visitatori potranno passeggiare tra gli stand della mostra mercato di artigianato e agronomia locale.

 

La giornata si conclude con il “Ballo della Pupazza” e i fuochi artificiali in onore della Madonna di San Matteo. Il “Ballo della Pupazza” rappresenta un antico rito pagano propiziatorio, con protagonista un fantoccio di cartapesta dalle sembianze di una strega, alto quattro metri e ricoperto di fuochi d’artificio. All’interno della “Pupazza” un uomo la fa danzare al ritmo del ballo del “Salterello”, alla fine del quale i fuochi vengono accesi, dando vita ad uno spettacolare falò apotropaico.

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