Percorso

Un'altra Valle Umbra

Per secoli, parte dell’odierna provincia di Rieti fu sotto il dominio del Ducato longobardo di Spoleto, e fino al 1923 il capoluogo sabino e il suo territorio costituivano un circondario della Provincia dell’Umbria. La sua vicinanza con la regione umbra ha portato a secoli di scambi tra i popoli di queste terre, che non hanno smesso di influenzarsi a vicenda in modi di vivere e tradizioni.

 

Uno dei personaggi che più ha lasciato un segno su queste terre è certamente San Francesco d’Assisi. All’inizio del Duecento egli giunse, in parte a piedi tra boschi e borghi, in parte in barca su laghi e fiumi, ai piedi delle colline di Labro e dei suoi castelli, fino alle pendici del Terminillo e dei Monti Reatini, scendendo a sud fino a Rieti.

 

Egli segnò per sempre la storia di queste zone, in cui furono costruiti quattro santuari là dove compì miracoli e scrisse il fondamento del suo Ordine. Greccio, Poggio Bustone, La Foresta, Fontecolombo: ecco i nomi di questi luoghi sacri, immersi nel misticismo e nel silenzio, nella natura e nella storia.

 

Ma gli scambi culturali con la regione dell’Umbria non si notano solamente nella condivisa fede francescana. Si notano nella struttura del territorio, caratterizzato da verdi pascoli e acque abbondanti, e nella tradizione enogastronomica ad esso legata.

 

Non mancano qui ovini e bovini di razza pregiata, come la Chianina a Rivodutri, mentre l’esperienza e l’abilità degli uomini e delle donne di Leonessa portano sulle nostre tavole i più deliziosi salumi di maiale e di cinghiale.

 

Impossibile, poi, resistere ai formaggi, sia pecorini che vaccini, e alla porchetta di Poggio Bustone e Morro Reatino, che spicca tra le diverse ricette a base di carne locale.

 

Il territorio, inoltre, è ricco di funghi e tartufi, che si possono raccogliere a Colli sul Velino. Ma queste terre offrono anche tantissime altre prelibatezze: dal farro e dalla patata di Leonessa all’olio extravergine di oliva, dal vino della Cantina Campigliano presso Rivodutri - assolutamente da degustare - fino all’ottimo grano lavorato al Molino di Santa Susanna.

 

Di conseguenza, molti sono i primi piatti che si possono assaggiare nella zona: gli gnocchi al tartufo di Leonessa, i pizzicotti alla Contiglianese, gli strengozzi alla Cantaliciana, le sagne alla Molinara di Cittaducale (il “molinaro” è colui che macina il grano), i maccheroni a fezze a Montenero Sabino, le fregnacce alla Sabinese a Monte San Giovanni, le pappardelle alla Garibaldina del Ristorante della signora Maria a Morro, e altri ancora.

 

Davvero una provincia da leccarsi i baffi.

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