Percorso

Volare con gli uccelli di San Francesco

“Dio vi fece nobili tra le altre creature e vi concesse di spaziare nell’aria limpida...” Così parlava San Francesco agli uccelli, nella celebre Predica narrata da Giotto nel ciclo di affreschi della Basilica superiore di Assisi. Come accadeva spesso nei testi medievali, il testo di Beato Tommaso da Celano può essere letto in chiave letterale, allegorica, morale, svolgendo così la doppia funzione di insegnamento per gli uomini di ieri e di oggi e di informazione sul comportamento di un uomo straordinario quale era San Francesco. Ciononostante, senza dubbio il Poverello amava tutte le creature di Dio in quanto tali, ed era capace di grande comprensione e misericordia nei confronti di ognuna di loro. “Laudato sie, mi’ Signore, cum tucte le tue creature…” scriveva nel Cantico delle Creature, l’opera che forse in parte compose quando si trovava ospite del sacerdote di San Fabiano, oggi il Santuario francescano di Santa Maria de La Foresta a Rieti. Gli uccelli, però, che qui hanno eletto i Laghi di Ripasottile e di Ventina (attrezzati per il birdwatching) tappe obbligate durante le loro migrazioni, hanno da sempre simboleggiato la libertà, loro che possono spingersi là dove l’uomo non può, che conoscono il mondo in un modo che ci è per natura inaccessibile.

 

La pensava così anche Lucio Battisti, il grande cantautore italiano nato a Poggio Bustone, ai margini di quella Valle resa Santa dalla presenza di San Francesco. Basta ascoltare splendide canzoni come “Io vorrei… non vorrei… ma se vuoi”, “Emozioni” o “Fiori rosa fiori di pesco” per capire come il tema del volo sia ricorrente nei suoi testi. E quando si ammira la distesa della Piana Reatina dal belvedere di Poggio Bustone, gli ordinati campi coltivati, i piccoli laghi, i monti tutt’intorno ad offrire protezione vengono quasi spontanee in mente quelle parole: “torno già a volare / le distese azzurre / e le verdi terre / le discese ardite / e le risalite / su nel cielo aperto…”, insieme a quelle grate del santo d’Assisi, con il suo “Laudato si’, mi’ Signore, per frate vento et per aere et nubilo et sereno et onne tempo”. I frati francescani avevano ben intuito l’amore del Poverello per questi panorami, quando costruirono i santuari di Poggio Bustone e di Greccio proprio a strapiombo sulla valle, quello di Greccio quasi un nido aggrappato alla roccia della montagna.

 

Non sorprende, perciò, che Poggio Bustone sia rinomato in tutto il mondo per il volo libero, parapendio e deltaplano. Da anni vi si tengono corsi per tutti i livelli, grazie alla perfetta combinazione tra le favorevoli condizioni atmosferiche e la particolare struttura del territorio. Nel 2009 si svolse qui la finale della Coppa del Mondo di parapendio, con 130 piloti partecipanti a rappresentare ben 26 nazioni. Per chi preferisce il volo a vela, invece, esiste la possibilità di provare un po’ di acrobazie in aliante presso l’Aeroporto di Rieti “Giuseppe Ciuffelli”, dedicato al compianto pilota: aeroporto militare strategico durante la Seconda Guerra Mondiale, è oggi sede dell’Aero Club di Rieti, di una stazione meteorologica, del Reparto Volo del Corpo Forestale dello Stato e del poligono per l’addestramento della Scuola Interforze per la Difesa Nucleare Biologica e Chimica delle Forze armate italiane. Le particolari condizioni meteorologiche di Rieti ne fanno un centro internazionale per il volo a vela, tanto che nel 2015 si sono tenuti qui i Campionati Europei. Immaginate: l’intera Valle Santa ai propri piedi, una costellazione di campi, borghi, fortificazioni, abbazie, seguendo il corso del fiume Velino fino alla Cascata delle Marmore, tra le più alte in Europa.

 

Forse, si può davvero volare insieme agli uccelli di San Francesco.

 

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