Percorso

Sci e trekking sul Terminillo e il Tancia

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La Piana Reatina, antica conca del Lacus Velinus e valle del fiume omonimo, è interamente delimitata da montagne: ad est e a nord si stagliano i Monti Reatini, massiccio dell’Appennino Abruzzese dominato dall’onnipresente Terminillo, mentre a sud e ad ovest si stendono i Monti Sabini, catena del Subappennino Laziale la cui vetta più alta rimane il Monte Tancia. Nel corso della storia, i borghi sono spesso sorti in altura, aggrappati a queste montagne e sviluppatisi intorno ai castelli, in un continuo impasse tra l’attacco e la difesa; altri, invece, come Leonessa, sono stati fondati su fertili altopiani montani. La montagna, perciò, ha sempre costituito la principale risorsa e punto di riferimento per gli abitanti: queste terre di pastorizia e transumanza sono oggi ancora segnate dal contatto con gli animali e con la natura, specialmente per quanto riguarda la gastronomia, in cui dominano i formaggi di pecora (su di tutti, pecorino e ricotta; le razze ovine tipiche della zona sono la Vissana e la Sopravissana) e salumi di ogni tipo (celebre è il maiale nero sabino, allevato da sempre in provincia di Rieti, e bisogna provare il salame schiacciato, particolarmente magro, di Leonessa), nonché la saporita porchetta di Poggio Bustone, il tartufo e colture che prediligono la montagna come la rinomata patata di Leonessa.

 

In passato, queste zone erano attraversate da pastori, mercanti, pellegrini, perfino briganti. Sul massiccio del Terminillo, poco lontano dal passo della Sella di Leonessa, esiste “lu colle Sparticóre”, il colle spezzacuore, dove anticamente i pastori si separavano da mogli e famiglie per intraprendere la transumanza. Il Tancia, invece, era conosciuto per la presenza del Valico del Tancia, a 802 metri di altitudine, che rappresentava in passato l’unico passaggio naturale tra la Conca Reatina e la Valle del Tevere e ed era punto di snodo di quattro itinerari principali (verso Rieti, la Valle del Farfa e la Valle del Tevere), che oggi non sono più transitabili e a cui se ne affiancavano altri secondari. Abitate sin dalla preistoria, queste zone di grande interesse naturalistico sono oggi prevalentemente percorse dagli amanti del trekking e delle escursioni. Sono state realizzate dal CAI mappe dettagliate dei sentieri dei Monti Reatini e Sabini - in particolare per i territori di Cantalice, Leonessa (Terminillo) e Monte San Giovanni (Tancia), e si consigliano in estate i sentieri che conducono alla Vetta Sassatelli, alla Vall’Organo e alla Sella di Leonessa - che aiutano gli appassionati della montagna ad immergersi nella ricca flora e fauna dei luoghi e a scoprire panorami mozzafiato.

 

La natura locale, tuttavia, è sempre rimasta infusa di grande spiritualità, trovando nella figura di San Francesco il perfetto connubio tra natura e religione. I quattro santuari francescani della Valle Santa sono tutti situati in una posizione isolata rispetto agli abitati più vicini, circondati da boschi o a ridosso della montagna. Il Poverello di Assisi, infatti, amava scovare luoghi solitari in cui pregare immerso nel creato di Dio, e i santuari sono stati eretti nelle vicinanze delle piccole grotte (“Sacro Speco”), oggi trasformate in cappelle, dove soleva ritirarsi. A Greccio, Poggio Bustone e Fontecolombo, il percorso tra i boschi di montagna che conduce dal santuario al rispettivo Sacro Speco è sempre di grande suggestione, così come il tragitto fino allo straordinario Faggio di San Francesco nei pressi di Rivodutri, altro sito legato al soggiorno del santo nella Valle Santa reatina. Altri luoghi sacri immersi nella natura sono le grotte-eremi di San Michele Arcangelo a Morro Reatino e a Monte San Giovanni in Sabina: anche qui, si tratta di piccole cavità naturali trasformate in cappelle dalla devozione locale, a cui si giunge attraverso sentieri immersi nel verde. Addirittura, nella grotta di Monte San Giovanni si trovava in passato una scultura della dea sabina Vacuna scolpita in una stalattite, a testimonianza dell’atavica sacralità di questi luoghi.

 

Oltre al trekking, tuttavia, per il quale sono disponibili diversi rifugi, molti sono gli sport praticabili in zona. Un esempio è l’arrampicata, sulla parete rocciosa a fianco della grotta di San Michele Arcangelo a Monte San Giovanni, o sulla Via dello Spigolo e la Via Bianchetti-Sciarra a Terminillo. Un’altra possibilità è la mountain bike, ma anche l’equitazione, grazie al maneggio situato nella zona dei 5 Confini (Monte Terminillo). Ciononostante, lo sport per eccellenza sul massiccio appenninico rimane lo sci, con gli impianti sciistici di Campo Stella (discesa), Fontenova e Vallonina (fondo). L’impianto di Campo Stella, a 7 chilometri da Leonessa, è dotato di 14 chilometri di piste di diversa difficoltà aperte da dicembre a marzo e servite da una seggiovia quadriposto, una seggiovia biposto e la sciovia del campo scuola, dove i maestri aiutano bambini e principianti a prendere confidenza con gli sci. Sul Terminillo è anche possibile praticare lo snowboard e cimentarsi in escursioni con o senza racchette da neve, seguendo i percorsi segnalati verso i monti Elefante, Cardito, Terminilletto o la vetta del Terminillo. Inoltre, la funivia che collega Pian de’ Valli e il Terminilletto è in funzione tutto l’anno, mentre una seggiovia estiva unisce Leonessa alla vetta del Monte Tilia. Per chi è alla ricerca di semplice, sano relax, infine, la località di Pian de’ Rosce (Terminillo) è consigliata per tranquille passeggiate fra i boschi e spensierati picnic tra amici o in famiglia.

 

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