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Pro Loco di Contigliano:

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Contigliano
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Osteria di Reopasto

Nel bel mezzo della campagna reatina, a pochi chilometri dal Lago di Ventina, si scorge un piccolo borgo abbandonato, dalle casette in pietra e dalla vegetazione imperante: si tratta dell’antica Reopasto.

 

Passeggiando tra gli edifici dismessi, sembra di trovarsi sul set di un film apocalittico, o di viaggiare indietro nel tempo tra costruzioni antiche cadute nell’oblio. Si avverte quasi un certo timore, una certa soggezione, in mezzo al silenzio e alle pareti diroccate, alle porte scardinate, alle crepe sui muri, ai tetti crollati, ai colori sbiaditi come il ricordo di questo luogo.

 

Il piccolo borgo, che ospitava una ventina di famiglie, ebbe origine nel Medioevo e nel corso dei secoli fu possedimento di diversi signori del Reatino. La chiesetta, dedicata a Sant’Andrea, risale al Settecento. A partire dal secondo dopoguerra, gli abitanti hanno cominciato ad emigrare in città o nelle vicine Greccio e Contigliano, ma hanno talvolta continuato ad usare i vecchi stabili come rimessa per i mezzi agricoli.

 

Non lontano è situata quella che era un’antica osteria di passaggio prima sul Lago Velino e poi sul fiume omonimo, e che è oggi una splendida tenuta all’ingresso della Valle Santa: le Chiuse di Reopasto.

 

La proprietà fu acquistata dai Nobili di Labro nel 1357, antenati dei proprietari attuali. Lo stemma dei Nobili è sulla facciata della residenza, costruita come la vediamo oggi solo nel Seicento. Al piano terra sono ancora visibili tracce della sua lunga storia, mentre all’esterno l’azienda agricola si estende per quasi 300 ettari tra boschi, sentieri, campi e pascoli.

 

In una splendida posizione privilegiata ai piedi dei Monti Sabini e a pochi chilometri dal Santuario francescano di Greccio, la tenuta è la location perfetta per ogni tipo di ricevimento.

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