1/18

Info

Proloco di Poggio Bustone:

+39 0746/688323

prolocopoggiobustone@gmail.com

Santuario di

San Giacomo

“Buongiorno, buona gente!” Era l’estate del 1208 quando San Francesco e i suoi 6 compagni giunsero nel paese di Poggio Bustone, allora soggetto all’abbazia benedettina di Farfa, pronunciando questo saluto, dopo essersi lasciati alle spalle la natia Assisi per via della resistenza dei propri concittadini e delle difficoltà incontrate nel trovare sostentamento. Gli storici, tra cui il francescano irlandese Luca Wadding, confermano che Poggio Bustone fu la prima meta del santo nella Sabina: i frati si stabilirono quindi nella Valle Santa, e iniziarono a predicare qui la povertà, la pace e la penitenza.

 

La natura in questa zona è molto simile a quella che accolse il Poverello di Assisi e i suoi compagni, rimasta pressoché immutata nei secoli nella sua bellezza e spiritualità. Nel suo soggiorno a Poggio Bustone, San Francesco soleva ritirarsi in preghiera in una grotta solitaria tra i verdeggianti boschi intorno al paese, lo “Speco”, dove il santo ricevette la visione di un angelo che gli confermò la remissione di tutti i suoi peccati giovanili. A Poggio Bustone gli fu anche predetta la prodigiosa espansione del suo ordine, a partire proprio dal borgo. Francesco catturò l’attenzione della popolazione locale quando confessò mortificato, davanti ad una folla attonita, di aver mangiato del lardo durante la Quaresima.

 

Presso il Sacro Speco, detto “Grotta delle Rivelazioni”, fu costruita nel Quattrocento una piccola chiesa in cui si ripercorre la storia del francescanesimo, mentre in 30 minuti un sentiero conduce al Santuario di San Giacomo, che costituisce, insieme a Greccio, Fontecolombo e La Foresta, uno dei quattro santuari francescani della Valle Santa reatina. Il 2 agosto si celebra la Festa del Perdono, con una lunga processione verso il Santuario di Poggio Bustone. Lungo il percorso tra la grotta e il santuario si incontrano, tra coloratissime viole e maestosi aceri, sei piccole cappelle del 1650: la prima racchiude la pietra sulla quale il santo appoggiò il breviario, mentre le altre custodiscono rispettivamente, secondo la tradizione, l’impronta del suo cappuccio, del gomito, del demonio, del piede di Francesco e di un angelo.

Il Convento, nelle cui vicinanze è il Tempietto della Pace con la statua di San Francesco, si apre su un ampio piazzale ed è costituito da una chiesa quattrocentesca ad un’unica navata, un chiostro con pilastri e colonne risalenti al Duecento e il refettorio dei Pellegrini, con due affreschi seicenteschi: uno raffigura l’Ultima Cena, l’altro la Madonna con San Francesco e San Chiara.

Designed by Bottega Vaquier