Fiume Velino

C’era una volta un grande lago, che ricopriva l’intera valle di Rieti e la rendeva paludosa e malsana. Un console romano di nome Manio Curio Dentato vide però che che questa zona era straordinariamente bella, e immaginò una vasta pianura fertile che portasse alla gente viveri al posto della malaria.

 

Fu così che nacquero l'odierno fiume Velino, la Cascata delle Marmore, la Piana Reatina e i laghi delle province di Rieti e di Terni, e tutto ebbe inizio nel lontano 271 a.C., quando il nostro Curio ordinò la prima bonifica del lago. Venne realizzato all’epoca un primo taglio nella roccia e un canale (il Cavo Curiano) per far defluire le acque verso il salto naturale di Marmore, dove il Velino si getta nel fiume Nera.

 

Il lago tornò quindi ad essere il fiume che era stato in origine, nella notte dei tempi. In epoca preistorica, infatti, le acque ricche di carbonato di calcio del Velino sedimentarono calcare fino a creare un dislivello tra gli altopiani delle zone di Rieti e di Terni, ostacolando il passaggio dell’acqua del fiume stesso e facendola ristagnare.

 

Due secoli dopo l’intervento di Curio Dentato lo stesso Cicerone, ospite presso la villa di Quinto Assio mentre perorava la causa dei Reatini contro i Ternani a riguardo del flusso delle acque, ci parla del fiume e della piana in questo passaggio di una lettera ad Attico: “Fatto ciò, i Reatini mi condussero alla loro Tempe affinché sostenessi le loro ragioni contro quelle di Terni davanti ai consoli e a dieci commissari, poiché le acque del Lago Velino, deviato da Manio Curio Dentato traforando la montagna, defluivano nel fiume Nera, con il risultato che la pianura di Rosea è libera di acque stagnanti e il terreno ha un’umidità soddisfacente.”

 

Da secoli, quindi, è il fiume Velino che marca questi territori, che ne segna l’identità, il paesaggio e le tradizioni. Si ritrova nei nomi dei luoghi (Colli sul Velino), in eventi storici come la Festa del Sole a Rieti (tra le gare, il palio della tinozza e la corsa di biciclette galleggianti) e nella gastronomia (diverse le ricette a base di trota e gambero di fiume).


Il fiume Velino, l’antico “Avens flumen” dei Romani, nasce alle falde del Monte Pozzoni presso Cittareale, in provincia di Rieti. Lambendo le pendici dei monti Terminillo e Giano, bagna Castel Sant’Angelo e Cittaducale, dove riceve le acque delle Sorgenti del Peschiera, le seconde in Italia per portata d’acqua. Attraversa Rieti e si arricchisce delle acque di diversi affluenti, come il Salto e il Turano, prima di gettarsi nella Cascata delle Marmore. Lungo circa 90 chilometri, il Velino costituisce il maggiore affluente del Nera e il maggiore subaffluente del Tevere.

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